Il 28 dicembre nella provincia di Uludere nei pressi del villaggio di Roboski nel sud-est a maggioranza curda, un drone dell’aviazione turca bombarda un camioncino, a bordo ci sono 35 ragazzi fanno import-export di sigarette e benzina alla frontiera con l’Iraq, 34 i morti. L’aviazione li ha scambiati per militanti del Pkk. “Vittime collaterali”, “Incidente operativo” li hanno definiti i membri del governo.

Ieri a Istanbul i familiari delle vittime assieme a una delegazione di artisti, intellettuali e accademici che si è recata a Roboski poco dopo il massacro ha raccontato la propria versione dei fatti durante una commuovente conferenza stampa a cui ho partecipato.

La coraggiosa Garibe Ürek (nella foto di copertina) mostra la foto del suo fidanzato, una delle vittime. “Non accetteremo le 132 mila lire turche offerte dal premier Erdoğan, vogliamo i colpevoli non soldi” ha dichiarato dal canto suo Ferhat Encü.

Durissima la reazione dei parlamentari del pro-curdo Bdp, qui trovate l’intervento di Ertuğrul Kürkçü membro della commissione di inchiesta sui fatti di Uludere sottotitolato in inglese.

A breve uscirà per Osservatorio Balcani e Caucaso un approfondimento sulla questione curda e il resoconto di un conflitto che giorno dopo giorno si fa sempre più duro, lo ripubblicherò anche su “11.54”.

 

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